Se si varca la soglia: quando la “sicurezza” diventa pretesto

C’è una linea sottile, quasi impercettibile, che separa una democrazia imperfetta ma viva da un sistema che scivola verso l’arbitrio. Quella linea è fatta di due cose che tendiamo a dare per scontate finché non iniziano a cedere: da un lato il diritto internazionale come argine minimo alla violenza tra Stati e contro i civili; dall’altro lo stato di diritto come argine interno all’uso discrezionale del potere. Quando assistiamo a violazioni ripetute, palesi e rivendicate di entrambe le dimensioni, non siamo davanti a “incidenti di percorso”. Stiamo assistendo a un cambiamento di clima: la trasformazione delle regole da vincoli condivisi a semplici opzioni, attivabili o disattivabili in base alla convenienza.
Il diritto internazionale, nella sua idea più semplice, nasce proprio per evitare che la forza sia l’unico linguaggio possibile. È figlio di una memoria storica precisa: dopo le barbarie della Seconda guerra mondiale, l’architettura dei diritti umani e delle convenzioni…
